© 2018 by Jlenia Adain Rodolfi

La Biofisica, etimologicamente “studio della vita”, è lo studio dei problemi biologici condotto utilizzando metodologie e concetti propri della fisica.

Oggetto dello studio sono gli esseri viventi, le loro strutture, le loro funzioni e i loro meccanismi.

Ciò che si propone di fare la Biofisica è studiare la natura dell’uomo partendo dal presupposto che le molecole non sono soltanto puri elementi biochimici ma anche e soprattutto antenne capaci di emettere ed assorbire onde elettromagnetiche.

La Biofisica, per lo studio dell’interazione esistente tra molecole ed onde elettromagnetiche, interagisce con numerose discipline specialistiche tra cui la Biofisica molecolare, la Fisiologia, la Biochimica, la Genetica e la Meccanica Quantistica.

Si deve quindi definire la Biofisica come una scienza interdisciplinare.

La terra è circondata da un campo elettromagnetico senza il quale la vita non potrebbe esistere. Parimenti il corpo umano è compenetrato e circondato da un insieme di energie elettromagnetiche che si estendono attorno al corpo, tanto più quanto la persona è sana ed energica, creando un campo di forma ovale, detto “aura”.

Considerare dunque l’esistenza e la funzione che sul pianeta terra hanno i campi elettromagnetici può essere di fondamentale importanza per la soluzione di molti problemi di “malattia”.

Infatti, tutte le cellule viventi e anche il nostro corpo, che è formato da miliardi di cellule, risentono dell’influenza dei campi elettromagnetici.

Nelle cellule, i cromosomi e i mitocondri sono dei veri e propri “circuiti oscillanti cellulari”, in grado cioè di vibrare elettricamente sotto lo stimolo di onde elettromagnetiche, cosmiche, atmosferiche e telluriche.

A loro volta i sistemi biologici come le piante, gli animali e quindi l’uomo, sono dei veri e propri generatori di oscillazioni elettromagnetiche; l’essere umano essendo composto da atomi non è mai in quiete ed emette onde radianti in una molteplice gamma di frequenze.

In sintesi, il corpo umano può essere considerato come un campo energetico fluente, elettrodinamico ed interattivo.

La comprensione di questa complessa manifestazione della vita non consente più di considerare il corpo solo in termini di sintomi organici e di tessuti; accanto a questa visione più tradizionale della medicina, che si fonda esclusivamente su una concezione meccanico-chimica dell’uomo, si sta sempre più affermando una visione dell’uomo dal punto di vista “elettromagnetico”.

Questa concezione ha favorito l’impiego della fisica nel campo della medicina consentendo una vera rivoluzione nell’approccio alla malattia.

Le prime applicazioni si sono avute nell’ambito della diagnostica e un esempio per tutti è rappresentato dalla Risonanza Magnetica Nucleare (RMN).

La RMN è un sistema di diagnosi per immagini reso possibile grazie al fenomeno fisico della risonanza.

Ma la biofisica in medicina, oltre alle applicazioni nel campo della diagnostica, ha trovato largo impiego anche nel campo strettamente terapeutico.

In particolare, i campi elettromagnetici sono usati in medicina da oltre 30 anni nelle patologie del sistema muscolo-scheletrico e si sono dimostrati una metodica terapeutica non invasiva, ben tollerata, con scarsi effetti collaterali e con percentuali elevate di guarigione o significativo miglioramento in determinate patologie.Tale utilizzo, infatti, favorisce la rigenerazione del tessuto osseo nei vari trattamenti.

La cura con l'elettromagnetismo, basata sul principio “vibratorio”, cioè sul fatto che ad ogni individuo corrisponde una certa vibrazione, risale comunque a più di 40 anni fa.

Il contributo più significativo è stato dato da un biofisico americano il Prof. Abraham Liboff. Egli ha dimostrato che utilizzando particolari campi elettromagnetici a bassissima intensità ed ad una precisa frequenza, definita di Ionorisonanza Ciclotronica, aumentavano gli effetti biologici positivi  in modo considerevole.

In particolare, egli ha dimostrato che questi campi modulati sono in grado di influenzare e stimolare il metabolismo nelle cellule umane.

Sulla base di tale fondamento, fu proprio in Italia che nella seconda metà degli anni 90 un gruppo di fisici del dipartimento ricerche di un’azienda, mise a punto le prime apparecchiature di Ionorisonanza “intelligenti”.

Queste apparecchiature mediante frequenze Ciclotroniche, sono in grado di “dialogare” con l’entità-cellula dell’organismo umano, portando un’informazione di equilibrio in modo che la cellula stessa riceva l’impulso per ristabilire la sua funzione ottimale.

Normalizzare una funzione cellulare significa riportare i meccanismi di funzionamento alterati ad uno stato precedente alla malattia.

Le applicazioni di Ionorisonanza a scopo terapeutico sono trasmesse nel corpo da onde opportunamente modulate, con una modalità non invasiva e priva di effetti collaterali. I campi magnetici prodotti influenzano positivamente il sistema enzimatico intracellulare e delle membrane, modificandone la permeabilità e migliorando quindi lo scambio ionico ai due lati della membrana stessa).

Di questa interessante opportunità, da alcuni anni, si stanno sperimentando i positivi effetti oltre che nei campi tradizionali, anche nel campo dell’oncologia per ridurre e per contrastare efficacemente i noti effetti collaterali dalla chemioterapia e radio terapia quali dolori, astenia, nausea, alopecia, immunodeficienza.

Le conoscenze sono ancora limitate ma una nuova era si sta lentamente dischiudendo in medicina, lasciando presupporre una sempre maggior applicazione delle ionorisonanze come supporto e complemento a terapie farmacologiche, chirurgiche e fisiche.

Un epoca in cui la comprensione e la consapevolezza delle vere cause delle malattie e l’impiego di mezzi terapeutici meno invasivi e privi di effetti collaterali offerti anche dalle scoperte della  Biofisica, entreranno sempre più a far parte degli strumenti a disposizione di medici e pazienti per aiutarli a ripristinare quell’equilibrio naturale che chiamiamo salute.