© 2018 by Jlenia Adain Rodolfi

Ippocrate (nato nel 460 a. C.), considerato il simbolo stesso dell’ arte medica, sulle cui affermazioni tutt’oggi ogni medico fa un giuramento prima di iniziare la professione, dice: “Se qualcuno desidera la salute, prima bisogna chiedergli se è pronto a eliminare la causa della sua malattia. Sarà allora possibile aiutarlo”.

In questa affermazione, che come ogni verità non può essere limitata ad un tempo o ad uno spazio, ma allora come oggi risulta estremamente saggia, risalta il concetto di “responsabilità”. Ossia, se una persona non è disposta ad affermare davvero in sé stessa la scelta di guarire, nessuno può fare qualcosa per aiutarla, ma se questa scelta c’è, ed in funzione di questa scelta si è disposti a fare ciò che è necessario per riconoscere, comprendere e trasformare la causa della malattia, allora la vita ci mette a disposizione gli strumenti più idonei affinché questo possa avvenire.

Fatta questa premessa possiamo quindi affermare che la malattia, compresi tutti i sintomi ad essa correlati, è la conseguenza di un “qualcosa” che si è verificato precedentemente. Ora, se io malato ricorro ad un medico o a un terapeuta chiedendo che intervenga sulla sintomatologia, è come se nel momento in cui sul cruscotto mi si accende la spia luminosa dell’olio chiedessi al meccanico di coprirla o di spegnerla; quanto potrebbe funzionare la macchina se non si risolve la causa iniziale aggiungendo o cambiando l’olio al motore?

E secondo voi quanto può funzionare bene il nostro organismo se nel momento in cui ci avverte, attraverso dei sintomi, che qualcosa si è inceppato, annulliamo l’allarme senza ricercare e risolvere la causa?

Vi sognereste mai in caso di incendio di disinnescare l’allarme e sorvolare sul “perché” è scattato?

E come mai non riusciamo ad avere la stessa considerazione per gli avvertimenti che ci invia il nostro corpo? Forse perché qualcuno non ce l’ha mai detto, o ci ha detto il contrario, o forse perché è più comodo far finta di niente, o anche perché pur sapendo non si sa cosa fare.

Il nostro compito, come Associazione è proprio quello di divulgare questo tipo di informazioni e, nei limiti della nostra conoscenza e della nostra sensibilità, accompagnare chi lo desidera verso un processo di vera guarigione, la quale, come già detto prima (e molti “grandi” hanno già enunciato prima di noi) non può prescindere dalla comprensione delle cause a dalla loro trasformazione.

Per realizzare questo, pur nel rispetto della libertà individuale, cerchiamo di portare una più ampia visione della salute e della malattia con particolare attenzione alle patologie oncologiche, attraverso diversi ma concreti approcci diagnostici e di cura che tengono conto dei molteplici livelli del nostro essere e che possono rispondere, nei limiti del possibile, alle esigenze, alla consapevolezza e al particolare momento d’esperienza di chi, nella malattia, cerca una possibilità ulteriore per iniziare o proseguire il proprio percorso di guarigione.

Una visione più ampia e cosciente della realtà umana può di fatto prevenire molte sofferenze causate dalla “non conoscenza” e dalla paura.