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La meta è il cammino... non il punto d'arrivo!

07/07/2018

 

La testimonianza di Fabio

 

La nostra Associazione rappresenta uno spazio in cui le persone hanno la possibilità di parlare della loro esperienza di malattia e di vita.

 

Fabio, 70 anni, si è reso disponibile a condividere con noi la sua esperienza.

 

Fabio non percepiva nessun sintomo, ma gli esami del sangue eseguiti ogni due-tre anni a scopo preventivo hanno destato grossi sospetti. Poi biopsia, scintigrafia, TAC addominale e PET hanno confermano la presenza di un tumore alla prostata.

 

I medici consigliano di non effettuare alcun intervento chirurgico ma di effettuare dei trattamenti chemioterapici, che però Fabio non condivide del tutto. Dopo poco tempo Fabio prova degli insopportabili dolori all’anca sinistra: la diagnosi è di tumore osseo... Vengono consigliati ed effettuati dei trattamenti radioterapici.

 

In passato Fabio si è curato con la medicina naturale. Non tanto per il fatto di essere contrario alla medicina convenzionale ma perché “è sempre stato sufficiente così”. Erbe, integratori e approccio olistico l’hanno aiutato a gestire diversi disagi e malattie. L’interesse per la medicina “alternativa” era a suo tempo scaturito da una “miracolosa” esperienza di guarigione di cui è stata protagonista una delle sue figlie. Un importante problema di salute, definito inguaribile, era stato risolto tramite un ciclo di trattamenti di riflessologia plantare eseguiti da un esperto terapeuta...


 

Seguono in corsivo le sue parole:

 

Io avevo accettato la radioterapia ma non la chemio. C'erano tre giovani dottori tutti gentilissimi mi sono sentito non dico coccolato ma capito, sapevano parlare, ti dicevano le cose in una certa maniera, non mi hanno mai imposto niente.

 

Mi sono così dato un po’ di tempo per pensare. Una notte ho sognato mio suocero, il quale mi ha detto che era giunto il momento di fare la chemioterapia. La sera prima non mi ero questionato se fare o no la chemioterapia come mi avevano suggerito, mi sono addormentato tranquillo. Il sogno era strano e particolare… non mi era mai successo di sognare mio suocero. Il mattino successivo ho deciso di fare la chemioterapia.

 

Se non facevo gli esami del sangue non mi sarei accorto di niente... almeno finché fossero iniziati quei terribili dolori all'anca... se venivano... chi lo può dire se sarebbero venuti? Secondo me la testa ti salva o ti inganna e non c'è niente da fare! Nella mia piccola esperienza la mente produce il 98% dei risultati.

 

Nella sala dove i pazienti attendono di fare la chemioterapia, Fabio inaspettatamente incontra una persona che ha avuto un ruolo importante nella sua vita. Ha la testa china, ha un volto cinereo, è silenziosa, distratta, evita le conversazioni…

Ho cercato di tirarlo su di morale, gli ho fatto delle carezze sulla schiena. Ma era come se fosse già morto. Ad un tratto ha dichiarato “sono finito”… e quando viene espressa questa frase, puoi essere certo che la testa ti sta fregando!

 

( Fabio osserva attentamente come le persone affrontano il percorso di cura con atteggiamenti completamente diversi. )

 

Durante lo stesso trattamento chemioterapico come mai una persona riesce a dormire oppure addirittura a mangiare e altre invece sono in preda a forte nervosismo oppure vomitano? Alcuni sono attivi e presenti mentre altri invece sono spenti e apatici. Se posso preferisco stare insieme a persone con cui chiacchierare e scherzare in modo da fuggire l'atmosfera di mortuorio che a volte si viene a creare.

È importare mantenere il morale alto, fare battute, scherzarci su... cercare di trasformare quella brutta parola (cancro) in qualcos'altro, in una delle esperienze della vita!

 

É chiaro che spesso fortissime emozioni salgono dalla pancia e arrivano alla gola, ti fanno venire le lacrime agli occhi... l'importante è che non arrivino alla testa. Se non sei in grado di elaborare a livello mentale quello che ti accade a livello emozionale, sono guai.. sei fregato.

L'importante è che l'emozione non inneschi pensieri controproducenti. Ogni tanto mentre sono a letto mi arriva la frase “Fabio, hai un tumore!”, allora mi giro dall'altra parte cambio direzione al pensiero e mi dico “ok ce l'ho ma cosa posso fare di positivo a riguardo?

 

A volte dopo la chemio non sto bene, ho nausea, vomito e il morale tende ad abbassarsi, ma c'è qualcosa che mi aiuta. So che tutto quel che arriva è per la mia crescita. Perché altrimenti non succederebbe. Sono fermamente convinto che quello che succede ha un senso anche se non è semplice o forse possibile capirlo.

Mia moglie è bravissima e mi sta vicino con tanta pazienza. Lei dice sempre che qualsiasi cosa ti succeda nella vita, è un esperienza. É come se prima di nascere scrivessimo una lettera con l'elenco delle cose da sperimentare. Quanto ti succede non è di certo affidato al caso.

 

“La mente è come il paracadute, se non è aperta non serve a nulla” afferma mia moglie. Ritengo quindi necessario rimanere in apertura. La chemio e la radio sono necessarie ma ci sono anche altre cose da considerare.

Ad esempio mi sono interessato al Reiki e discipline simili, tutte cose che ti fanno capire che non c'è solo la materia. Non c'è solo la medicina convenzionale. Non esiste solo il bianco o il nero. Ci sono tante cose che ti possono aiutare, come ce ne sono tante che ti possono mandare al creatore. Ho fatto delle piccole esperienze alternative, esperienze di tipo spirituale. E poi mi aiuta tantissimo la fede in Cristo.

 

In ogni caso trovo sostegno nel dire: “In questo momento che cosa posso fare per aiutare me stesso?” Anche nei momenti in cui piango, continuo a farmi questa domanda e se trovo qualcosa di buono che posso fare allora lo faccio.

Accogliere il momento presente, insieme alla determinazione di cercare cosa posso fare per stare meglio mi aiutano a proseguire nel cammino.

 

Giorni fa mentre parlavo con una dottoressa, mi sono venute le lacrime agli occhi. Ultimamente mi commuovo parecchio. Con la malattia la sensibilità aumenta, si è più vulnerabili, non sei più un cammello!

Mi emoziono davanti ad un film. Mi emoziono nel guardare l'ultima nipotina arrivata. È un'emozione continua, perché la famiglia è quello che ti salva o che ti uccide. L'amore che ti può dare la famiglia, con una parola, uno sguardo, un occhiolino prima che tu esca dalla porta, è una medicina, una cosa meravigliosa. Ho sei nipoti, a volte mi dicono “nonno sei tutto lucido, sei andato dal barbiere?” Anche questo è Amore.

 

L'esperienza della malattia è un cammino difficile, però è proprio superare questa difficoltà che può creare soddisfazione.

Scalando una montagna possono succedere tante cose, la meta non è arrivare in cima, la meta è il cammino, altrimenti fai fatica e basta. Perché se non fai il cammino, raggiungere la cima non ha senso. Puoi arrivarci con l'elicottero e così risolvi il problema, sei arrivato in cima. Ma è il cammino che fai per arrivare in cima che crea la differenza. Ciò che da senso alla vita è il cammino, non il punto di arrivo.

 

Come succede nello sport è quello che vivi per arrivare al traguardo che da significato al traguardo stesso. Altrimenti arrivi alla meta ma non trovi niente.

 

Sono passati nove mesi dalla diagnosi ed ora devo dire che sono rinato.

L’ultima PET dice che non c’è più traccia di cellule tumorali, non ci sono più segni di nessun genere. Il PSA è ottimo: “0,22”.

Mi sono fatto un regalo. Grazie all’insistenza di mio figlio maggiore ho partecipato alla sfilata degli alpini. La pioggia era battente ma gli applausi e l’incoraggiamento del pubblico ci hanno riscaldati e asciugati.

 

Concludo ringraziando tutti ed a quelli che leggeranno l’articolo mando un forte abbraccio.

Ringrazio tanto l’Associazione Cancro Alternative per Vivere.

Un abbraccio ai volontari Marilena e Gianfranco. Per me siete degli angeli viventi.

 

Ringraziamo di cuore Fabio per aver condiviso la sua esperienza e per aver messo a disposizione la sua testimonianza. Fabio rimane disponibile a parlare di persona con chi ritenesse importante farlo. Per mettersi in contatto con lui è sufficiente scrivere al nostro indirizzo email info@alternativepervivere.com

 

Con affetto

Gianfranco Nones

 

 

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