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"Un'etichetta sul Cuore."

19/12/2018

 

Una premessa è doverosa: è vero tutto e il contario di tutto. I tempi che viviamo ci hanno dimostrato che ogni cosa può essere spiegata, ma anche il suo contrario, in modo assolutamente ragionevole. Ci troviamo a leggere di scoperte scientifiche subito confutate da team di professionisti diversi. Per cui va precisato che è vero tutto e il contrario di tutto solo perchè siamo nella personalità che utilizza il bisogno, la brama, il piacere e la ragione per dare forza alle sue convinzioni. Questo permette alle funzioni più basse (anche se  volte non ce ne accorgiamo neppure), di portarci dove vogliono ma molto lontani dal Cuore.

 

Lo sentiamo dire abbastanza spesso senza renderci conto di che cosa realmente questo significhi. STAI NEL CUORE! AFFIDATI AL CUORE! Abbiamo frainteso cosa significhi aprire il Cuore  e questo ha portato ad una serie di "azioni da emozionalità" che vengono scambiate per Cuore. Al limite possono in parte essere le conseguenze semmai, anche se sono pallide imitazioni in realtà.
 
Il Cuore è INTELLETTO D'AMORE e nulla ha che vedere con i buoni propositi o con la sentimentalità o con l'aiutare gli altri. Il Cuore con la sua funzione di Intelletto Amorevole mi permette di conoscere attraverso una Intuizione; l'Intuizione quando arriva mi commuove e mi lascia in uno stato di Estasi. Quando siamo nel Cuore non ci sono bisogni nè brama, ma solo il fluire lento di ciò che avviene che mi lascia estatico in un primo momento. Non c'è piacere e non c'è giustizia o ingiustizia, ma solo la perfezione e l'incrollabile senso di verità che non ha bisogno di cori da stadio o sbandieramenti emozionali. E' una condizione che almeno una volta nella vita tutti hanno provato, ma che non necessariamente è stata riconosciuta.

 

Essere pervasi dall'Intelletto d'Amore significa non riuscire a definire ciò che si è provato o semplicemente non volerlo fare. Significa che qualunque etichetta metti su ciò che hai vissuto è limitante. L'Intuizione dei piani superiori ti inonda e tu resti in ascolto di qualcosa che sai essere vero e perfetto: tutto ciò che poi porti nel mondo è contenuto/linitato dalla tua ragione. Per questo non sento perfetto chiamare l'intelletto amorevole con l'appellativo di "angeli" o "vite precedenti" o "linea famigliare", o almeno lo faccio il meno possibile: così da non sentire il limite profondo di qualcosa che invece dentro di me esplode inonda tutto di perfezione.
 
Per cui: STAI NEL CUORE, NON ETICHETTARLO.
 
Jlenia Adain, perfettamente imperfetta.

 

Per altri articoli di Jlenia, visita il blog:

www.jleniaadain.com/blog-le-parole-del-momento

 

 



 


 

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